Il tributo al regista 2025 è dedicato a Margarethe Von Trotta.
Il vincitore della settima edizione del Premio Nazionale Elio Petri è stato Paternal Leave di Alissa Jing. Con queste parole la Giuria motiva il riconoscimento:
“Un viaggio di emozioni tra la Germania e l’Italia. Un poetico road movie, che non ha paura di trovare una nuova chiave interpretativa al coming-of-age di una giovane che vuole solo imparare a riconoscersi conoscendo un padre fino a quel momento solo immaginato. Due generazioni a confronto. Guidate dallo sguardo comprensivo di una donna che non vuole giudicare, ma ama raccontare la complessità dell’animo umano. Un debutto alla regia, un’opera prima senza retorica, sobria, minimalista. Con cui Alissa Jung costruisce un intricato gioco di specchi e riflessi emozionali. A lei e al suo Paternal Leave va il VII Premio Nazionale Elio Petri”
Consegna del Premio Speciale Elio Petri a: Valeria Golino. Queste parole la Giuria motiva il riconoscimento:
“Libera, geniale, coraggiosa. Aggettivi che descrivono non solo le caratteristiche private di questa grande donna. Ma che delineano anche la sua cifra artistica, le fasi della sua lunga carriera professionale. Di attrice capace di valicare con successo anche i confini nazionali. Di regista che ha saputo riportare al grande pubblico la voce di Goliarda Sapienza. Libera, da regista, di esplorare l’animo femminile in L’arte della gioia, serie amata dal pubblico come dalla critica, premiata ai David. Geniale, da attrice, con la sua toccante interpretazione in Fuori di Mario Martone. Coraggiosa, nell’accettare il ruolo non facile della donna sedotta in La Gioia di Nicolangelo Gelormini e tradita nel Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi. Doppiamente coraggiosa, affidandosi a due registi rispettivamente alla seconda e prima prova alla regia. Per tutto questo e in attesa di una sua prossima e nuova sfida, Premio Speciale Elio Petri 2025 va a Valeria Golino.”
Consegna del Premio Speciale Elio Petri per il contributo critico a: Laura Delli Colli. Queste parole la Giuria motiva il riconoscimento:
“Omaggiamo quest’anno oltre 40 anni di giornalismo cinematografico. Con uno sguardo sul cinema che non può non essere stato influenzato dal padre Franco e dal nonno Tonino, Maestri della fotografia per il Cinema. Giornalista freelance, professionista e donna libera di parlare di Cinema senza eccesso di tecnicismi, andando al profondo delle principali trasformazioni del settore. Attenta alle innovazioni in campo cinematografico, al lavoro d’autore, senza disdegnare il potere del prodotto e mezzo televisivo, insuperabile guida e motore dei Nastri d’Argento, un evento fondamentale per il comparto. Il Premio Elio Petri per il contributo critico va a colei che ha saputo spaziare tra la saggistica, le inchieste e le interviste alle figure apicali dello spettacolo e della cultura italiana. Grazie, Laura Delli Colli, di averci insegnato Il gusto per il cinema.”
Il vincitore della tredicesima edizione del premio Gaggia Milano Fuori dal Giro – Premio del pubblico è La vita da grandi di Greta Scarano
Il vincitore del premio Fuori dal Giro – Giuria Giovani “Coop-Reno” è stato aggiudicato a La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli.
La Giuria si è così espressa: “Per la sua capacità di affrontare il tema della ricerca dell’identità attraverso uno sguardo originale e coraggioso, che rilegge il genere horror. Il film colpisce per l’uso evocativo dei riferimenti biblici e per la rappresentazione ambigua dell’uomo, sospeso tra sacralità e istinto, restituendo una visione complessa e inquieta dell’essere umano e delle sue contraddizioni.”
Il vincitore della terza edizione del premio Fuori dal giro – Premio della critica SNCCI/AFIC è stato il film Le città di pianura di Francesco Sossai
La Giuria si è così espressa: “Per la sapienza di un racconto vibrante di umanità e che scava nel profondo pur nella levità dei suoi toni grazie anche alla scrittura di personaggi irresistibili, il tutto dentro a un territorio resistente nei suoi tempi lenti ma sostenibili, e per la capacità di distinguersi dalle mode dominanti pensando a un cinema dallo sguardo “altro” e che dal basso si eleva a universale.”