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Tributo al Regista: Giorgio Diritti

Tributo al Regista: Giorgio Diritti
XXIII Edizione (2024)
Giorgio Diritti sarà il protagonista della rassegna monografica della ventitreesima edizione di FCP.

Per la XXIII Edizione del Festival del Cinema di Porretta Terme, il regista che riceverà il Premio alla Carriera sarà il bolognese Giorgio Diritti.

Diritti si era già aggiudicato nel 2020 il Premio Petri per il suo Volevo Nascondermi incentrato sulla vita del pittore Ligabue. Parliamo di un ritorno del regista bolognese non solo per essere stato già destinatario di un premio nel contesto del nostro Festival, ma anche perché in Appennino il regista ha girato ed ambientato il bellissimo L’uomo che verrà,  il film per il quale ha scelto il dialetto bolognese per raccontare, in modo ancora più aderente alla realtà dei luoghi,  i tragici eventi legati all’eccidio di Monte Sole.

Non è la prima volta che il regista si affida al dialetto. Infatti, già nel film precedente, Il Vento fa il suo giro del 2005, Diritti aveva avuto modo di misurarsi nell’impresa di raccontare la vita di una piccola comunità ricorrendo in quel caso alla lingua occitana. In questo di certo è stata fondamentale la lezione di Ermanno Olmi, “maestro” del regista.

Durante la rassegna dedicata al regista verranno proiettati altresì i suoi due ultimi film in ordine cronologico Un giorno devi andare con Jasmine Trinca e Lubo,  uscito nel 2023 e liberamente ispirato dal romanzo di Mario Cavatore Il seminatore.

Domenica 8 dicembre alle 18:00, presso la sala dell’Hotel Helvetia, sarà ospite di un incontro con il pubblico in cui gli sarà consegnato il premio FCP.

BIOGRAFIA

Regista, sceneggiatore e montatore Giorgio Diritti è nato a Bologna il 21 dicembre 1959. Si forma lavorando al fianco di vari autori italiani ed in particolare Pupi Avati, con cui collabora in vari film. Realizza vari casting per film in Emilia Romagna, tra cui La voce della luna (1990) di Federico Fellini. Partecipa all’attività di Ipotesi Cinema, Istituto per la formazione di giovani autori, fondato e diretto da Ermanno Olmi. Come autore e regista dirige documentari, cortometraggi e programmi televisivi. In ambito cinematografico il suo primo cortometraggio, Cappello da marinaio (1990) è stato selezionato in concorso a numerosi festival internazionali, tra cui quello di Clermont-Ferrand. Nel 1993 ha realizzato Quasi un anno, film per la TV prodotto da Ipotesi Cinema e RAI 1. Il suo film d’esordio, Il vento fa il suo giro (2005), partecipa ad oltre 60 festival nazionali ed internazionali, vincendo oltre 36 premi. Riceve 5 candidature ai David di Donatello 2008 (fra cui Miglior Film, Miglior Regista Esordiente, Miglior Produttore e Migliore Sceneggiatura) e 4 candidature ai Nastri D’argento 2008. Il film inoltre diventa un “caso nazionale”, restando in programmazione al Cinema Mexico di Milano per più di un anno e mezzo. L’uomo che verrà (2009), viene presentato nella selezione ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma 2009, dove vince il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio D’argento, il Premio Marc’Aurelio D’oro del Pubblico al Miglior Film – Bnl e il Premio “La Meglio Gioventù”. Uscito poi in sala il 22 gennaio 2010, partecipa a numerosi Festival italiani ed internazionali e si aggiudica il Premio come Miglior Film, Migliore Produttore (Simone Bachini e Giorgio Diritti per Aranciafilm, Rai Cinema) e Migliore Suono di presa diretta (Carlo Missidenti) ai recenti David di Donatello 2010. 

Il film successivo è Un giorno devi andare del 2013, di cui ha curato anche soggetto e sceneggiatura, e che è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival. Diritti torna a leggere il complesso intreccio dei potenti temi dell’appartenenza, del disagio esistenziale e della necessità di connessione con un’identità socialmente condivisa. Jasmine Trinca è la protagonista di un viaggio in Amazzonia tra i villaggi Indios alla ricerca del senso della vita. Meritano poi una menzione anche il documentario Milano 2015 del 2015 e Zombie del 2020. È del 2020 il film che gli è valso numerosi riconoscimenti, ancor più di quelli precedenti. Si tratta di Volevo nascondermi che racconta la vita del pittore Antonio Ligabue, interpretato da Elio Germano che, per il ruolo, ha vinto l’Orso d’argento al miglior attore, dal momento che il film è stato presentato al Festival del Cinema di Berlino. Come detto il film fa incetta di candidature (ben 15) ai David di Donatello, portando a casa ben 7 premi tra cui miglior regia e miglior film. In concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2023 è, invece, il film Lubo.  La storia è ambientata nell’inverno del 1939 e racconta di Lubo Moser, un giovane Jenisch (etnia nomade), chiamato alle armi dall’esercito svizzero per difendere i confini. Lì lo raggiunge il cugino e gli racconta che i gendarmi hanno preso i suoi figli, strappati ai genitori perché figli di girovaghi, zingari. La vendetta di Lubo avrà risvolti inaspettati, obbligando a ripensare i labili confini tra bene e male.

Accanto a cinema e teatro, il regista trova spazio anche per la letteratura e nel 2014 esordisce con il romanzo Noi due al quale, nel 2015, ha fatto seguito il saggio L’uomo fa il suo giro. Storie di condivisione dentro e fuori del set.

Filmografia Essenziale

  • L’uomo che verrà (2009)
  • Un giorno devi andare (2013)
  • Volevo nascondermi (2020)
  • Lubo (2023)