
- REGIA: GIORGIO DIRITTI
- SCENEGGIATURA: GIORGIO DIRITTI, TANIA PEDRONI
- FOTOGRAFIA: MATTEO COCCO
- MONTAGGIO: PAOLO COTTIGNIOLA, GIORGIO DIRITTI
- MUSICHE: MARCO BISCARINI, DANIELE FURLATI
- INTERPRETI: ELIO GERMANO, OLIVER EWY, LEONARDO CARROZZO, PIETRO TRALDI, ORIETTA NOTARI, FABRIZIO CAREDDU, ANDREA GHERPELLI, DENIS CAMPITELLI, FILIPPO MARCHI, MAURIZIO PAGLIARI, FRANCESCA MANFREDINI, DANIELA ROSSI, MARIO PERROTTA
- PRODUZIONE: PALOMAR, RAI CINEMA
- DISTRIBUZIONE: 01 DISTRIBUTION
- PAESE DI PRODUZIONE: ITALIA
- ANNO:2020
- DURATA: 120 MINUTI
SINOSSI
Toni, figlio di una emigrante italiana, respinto in Italia dalla Svizzera dove ha trascorso un’infanzia e un’adolescenza difficili, vive per anni in una capanna sul fiume senza mai cedere alla solitudine, al freddo e alla fame. L’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati è l’occasione per riavvicinarsi alla pittura, è l’inizio di un riscatto in cui sente che l’arte è l’unico tramite per costruire la sua identità, la vera possibilità di farsi riconoscere e amare dal mondo. ‘El Tudesc’, come lo chiama la gente è un uomo solo, rachitico, brutto, sovente deriso e umiliato, diventa il pittore immaginifico che dipinge il suo mondo fantastico di tigri, gorilla e giaguari, stando sulla sponda del Po. Quella di Ligabue è una favola in cui emerge la ricchezza della diversità e le sue opere si rivelano nel tempo un dono per l’intera collettività.
PREMI E RICONOSCIMENTI
Vincitore di 7 David di Donatello nel 2021, Elio Germano ha ricevuto l’Orso d’argento come Miglior attore al Festival di Berlino 2020.
CURIOSITA’
Il film si ispira alla figura di Toni Ligabue (1899-1965).
Toni nacque in Svizzera e ebbe un’infanzia travagliata fino a quando, espulso e giunto in Italia, visse da reietto nei boschi fluviali della Bassa padana. Brutto, deforme, fu pittore primitivo che dopo la morte raggiunse fama mondiale. Nella sua immensa solitudine popolata da incubi, Ligabue percepiva energie invisibili e amplificava la realtà dei sensi dipingendo una giungla feroce, con tigri, leoni e gorilla. Nel farsi lui stesso animale, riconosceva energie superiori. Morte e vita pulsano nei suoi quadri.
Lo sviluppo narrativo della sceneggiatura esce dall’intenzione della semplice biografia di Antonio Ligabue per proporre un percorso narrativo che segue lo stato d’animo di Toni e fa delle emozioni che vive il perno portante del racconto, in un rapporto che offre allo spettatore un coinvolgimento più intimo e profondo. Pur in una dimensione di realismo e attinenza alla verità, il film vuol trasferire in sottotraccia la sensazione di “favola nera” che accompagna la vita di Toni e di cui lui stesso incarna, in un certo modo, i codici a partire dal vestire; nel modo di esprimersi, gesticolare, muoversi. Anche il mondo che lo circonda richiama gli archetipi della fiaba in cui si possono riconoscere figure esemplari come la matrigna e il padre “orco”, il direttore del collegio, i ragazzi cattivi che lo prendono in giro, gli adulti che lo deridono. Una volta diventato adulto, poi, attorno a lui si muove un coro di personaggi – i paesani – perlopiù respingenti, alcuni surreali e fiabeschi a
loro volta, ma in cui via via emergono alcune figure amiche che saranno fondamentali per il riscatto di Toni. Ligabue richiama anche alcune caratteristiche dei personaggi dei film di Chaplin che, in fondo come lui, sono in lotta per un posto al sole nella società.
