Tazio Secchiaroli è considerato il primo fotoreporter del cinema!
Ha inventato un nuovo genere fotografico, portando il reportage all’interno dei backstage. Collaborando con registi e attori e attrici di successo, da Federico Fellini a Sophia Loren, è riuscito a trasformare il dietro le quinte del cinema in un linguaggio autonomo.
In occasione del Festival del Cinema di Porretta sarà presentata una mostra di fotografie mai sviluppate provenienti dall’archivio personale del fotografo romano. Lasciatevi sorprendere dagli scatti inediti di Secchiaroli e fatevi trasportare nell’era d’oro del cinema italiano.
L’inaugurazione della mostra sarà sabato 6 dicembre ore 16.00, presso lo Spazio mostre in Piazza della Libertà.
Tazio Secchiaroli nasce a Roma nel 1925. Fin da ragazzo si appassiona alla fotografia ed al mondo insolito dei fotografi. Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale passa le giornate nel centro di Roma come “scattino”, il fotografo ambulante che ferma soldati e turisti per le foto ricordo. Dopo una breve esperienza come fotografo in uno studio di radiologia entra a far parte dell’agenzia fotogiornalistica Roma International, per poi passare alla più famosa e prestigiosa V.E.D.O.
Ben presto si distinguerà tra i fotografi della cronaca romana, politica e sociale, mettendo a segno numerosi scoop. Per la sua velocità, apprezzata sin dagli esordi, spesso era all’ippodromo delle Capannelle per i fotofinish delle corse, di fronte a Montecitorio per ritrarre i deputati o al Quirinale per fotografare le visite ufficiali.
nel 1955 fonda una propria agenzia, la Roma Press Photo. Il caso Montesi, il caso Sotgiu, il fisico Pontecorvo in Urss, le manifestazioni di piazza dei giovani comunisti e dei neofascisti, sono solo alcuni dei servizi che resero celebre Secchiaroli.
Sul finire degli anni ’50 comincia a fotografare le notti movimentate del jet-set romano e delle star del cinema americano che avevano il punto di ritrovo centrale di Via Veneto. È l’inizio del periodo che Federico Fellini immortalerà nel film la Dolce Vita, dove un notevole spazio sarà dato anche ai fotografi d’azione, quelli che il regista soprannominerà “paparazzo”. Proprio dalle avventure raccontate da Tazio Secchiaroli, Fellini prenderà spunto per diversi episodi del film e sarà Tazio Secchiaroli a diventare il Paparazzo per eccellenza.
L’incontro con il regista segna un nuovo momento di svolta professionale per Tazio Secchiaroli. Affascinato dal mondo del cinema ed in particolare da Federico Fellini, lascerà la fotografia d’azione per diventare fotografo di cinema. Sarà, infatti Federico Fellini ad invitarlo a fotografare il suo cinema durante le riprese di 8 e 1 /2 e da allora lo chiamerà ogni volta che preparerà o girerà i suoi film. Per 30 anni Tazio Secchiaroli sarà il suo fotografo di fiducia. Lavorare con Fellini a Cinecittà permise a Tazio Secchiaroli di entrare nel mondo del cinema dalla porta principale.
Troverà ad accoglierlo un mondo e uno stile di vita a lui congeniali e metterà a frutto tutta la sua esperienza divenendo il primo reporter di cinema nella storia della fotografia italiana.
Sempre più registi ed attori, sia italiani sia stranieri (De Sica, Antonioni, Donen, Mankiewicz, Monicelli, Petri, Pasolini, Leone e molti altri) lo chiameranno per fare reportage sui loro set.
Nel 1963 Marcello Mastroianni lo apprezza talmente da presentarlo a Sophia Loren, già attrice di successo fotografata dai migliori professionisti, e lei lo sceglie come fotografo personale. Un sodalizio che finirà solo quando sarà Tazio Secchiaroli a ritirarsi dalle scene. Con Sophia Loren iniziò veramente a girare il mondo e proprio quando sarà in paesi lontani coltiverà la sua passione del reportage sociale.
Tazio Secchiaroli muore a Roma nel 1998. Ci ha lasciato la storia del cinema italiano vista attraverso il suo sguardo di fotografo.