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Luciana Mulas: fotografa dello spettacolo della luce

di Luisa Bondoni – Curatrice della mostra

Luciana Mulas ha fotografato per trent’anni i volti dei personaggi del panorama culturale tra gli anni 70 e gli inizi del nuovo millennio.

Sappiamo che la fotografia è una vocazione di famiglia, i fratelli Mario, Maria e Ugo sono fotografi, Mario Dondero e Franco Piavoli frequentano la casa Mulas a Pozzolengo, paese bresciano tra il Lago di Garda e le colline moreniche, all’incrocio di tre province Brescia, Mantova e Verona.

Nel 1961 abbiamo il passaggio al professionismo, Luciana inizia a fotografare con il fratello Mario gli spettacoli del Piccolo Teatro di Milano e nel capoluogo lombardo nel 1973 apre il suo studio personale. In quegli anni Luciana è ovunque, fotografa il Cenacolo di Leonardo per il New York Times, frequenta i teatri italiani di Milano, Genova, Prato, Torino, Brescia. Lavora inoltre per la Triennale di Milano e per i più importanti festival teatrali e cinematografici.

Ce la possiamo immaginare accovacciata sotto il palco di un teatro mentre cerca di fissare un’espressione, una smorfia, un gesto corale oppure possiamo immaginarla spostarsi nel punto più strategico della sala per trovare un’inquadratura particolare e insolita. Le fotografie delle pièces teatrali hanno una tale forza di immersione nello spettacolo che ci pare quasi di essere in prima fila ad assistere in diretta al racconto.  L’immagine nitida a tutti i costi non è necessaria, la presenza della grana della pellicola di alcune fotografie porta ad un risultato finale di irrealtà, giocando sulla contrapposizione che da sempre caratterizza questa forma d’ arte, che sottolinea il divario tra finzione e realtà. La magia del teatro si nasconde nella sua penombra, tra i pesanti velluti, le scenografie, i movimenti degli attori. E’ un gioco di luci, di ombre scolpite, di occhi e di movimenti enfatizzati. Fotografare a teatro significa conoscere la tecnica, i tempi del teatro e possedere una empatia che sa prevedere ogni singola emozione e gesto.

Essere una fotografa di scena presuppone una conoscenza che va oltre a quella della macchina fotografica, significa conoscere l’opera che verrà rappresentata, per riuscire ad anticipare i momenti importanti della narrazione. Al momento dello scatto avviene un incontro magico tra la rapidità dell’azione del gesto teatrale e l’immobilità del fermo immagine. Il fotografo di scena gode di una sua libertà di azione, egli con un unico scatto riesce a raccontare un frammento di quella storia, una storia che vive in quell’unica immagine e che il più delle volte racconta un frammento che altrimenti sarebbe sfuggito allo spettatore concentrato ad osservare la lunga sequenza della storia.

Luciana è legata al teatro di Giorgio Strehler, regista e direttore unico del Piccolo Teatro di Milano, verso il quale ha diretto gli sforzi maggiori e dove nella scelta degli spettacoli, pone l’uomo sotto la lente d’ingrandimento, indagando l’uomo e la società, l’uomo e se stesso, l’uomo e la storia, l’uomo e la politica. Strehler diceva «… io so e non so perché lo faccio il teatro ma so che devo farlo, che devo e voglio farlo facendo entrare nel teatro tutto me stesso, uomo politico e no, civile e no, ideologo, poeta, musicista, attore, pagliaccio, amante, critico, me insomma, con quello che sono e penso di essere e quello che penso e credo sia vita. Poco so, ma quel poco lo dico…».

Una vocazione, un’esigenza, un bisogno che lo accomuna a Luciana e al fratello Ugo, il quale realizza alcune collaborazioni artistiche con il regista. Una dedizione totale alla fotografia, un’immersione nelle mille sfaccettature dell’essere umano e del suo ruolo nella società. Luciana trasmette questa attenzione all’uomo attraverso i suoi ritratti. Ritratti semplici, che seguono quel motto che aveva fatto proprio Irving Penn del “Less is more”, elimina il superfluo per arrivare all’essenza. E l’essenza è uno sguardo, il movimento impercettibile di una mano, una posizione cambiata velocemente, un sorriso. Luciana Mulas in quegli anni è ovunque, assiste a presentazioni di film, libri, mostre, album musicali.

Nella sua immensa quadreria di ritratti troviamo i grandi protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, spesso fotografati nella celebre terrazza sul tetto di Milano, la Terrazza Martini, dove il suo obiettivo fissa tra i molti visi famosi Nino Manfredi e Ugo Tognazzi, Francois Truffaut, Ray Charles, Terence Stamp e Oliver Stone. Partecipa ad inaugurazioni di mostre, ne fotografa gli invitati, i protagonisti e gli allestimenti, come nel caso dell’esposizione dello scultore Fausto Melotti nel 1977 e di quella del pittore bresciano Giuseppe Gallizioli del 1993. Maestra nel cogliere espressioni nella fugacità dell’evento e contemporaneamente abile regista nel ritratto ambientato; basti osservare la serie di ritratti ad Esmeralda Ruspoli nella suggestiva cornice di Villa Maser a Treviso, capolavoro di Andrea Palladio, in cui l’attrice si muove tra i fiori rampicanti del cortile e le stanze affrescate da Paolo Veronese o gli scatti al grande poeta del novecento Eugenio Montale realizzati nel suo studio, sia a colori che in bianco e nero, in cui lo troviamo accompagnato dalla moglie e dalla sua sigaretta, circondato da librerie sature di pesanti volumi.

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Luciana Mulas, il suo archivio, grazie alla lungimiranza e all’amore della figlia, oggi è conservato fra le mura del Museo di Brescia. Passo ore a visionare e guardare i suoi negativi e provini, ho ascoltato i racconti di chi le è stato accanto e l’ha conosciuta. E attraverso le sue fotografie stiamo diventando amiche. Ho come la sensazione che abbia vissuto tutta la sua vita seguendo la celebre frase di Richard Avedon “Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi.

BREVE BIOGRAFIA

1930-2017

1961 insieme al fratello Mario inizia a fotografare gli spettacoli del Piccolo Teatro di Milano e lavorano per quattro anni a Londra per le campagne pubblicitarie dell’antica casa inglese Aquascutum

1973 Apre uno studio personale a Milano, realizzando servizi per pubblicazioni italiane e straniere: per la rivista Welcome effettua numerosi servizi sulle più famose strade dello shopping d’Italia, per il New York Times fotografa il Cenacolo di Leonardo. Lavora per la Triennale di Milano e per i più importanti festival teatrali e cinematografici

1985 Partecipa a mostre collettive ed espone a personali, tra cui alla Galleria Gianferrari di Milano e alla Galleria Cavour a Bologna

1991 per conto della rivista Paralleli dell’Editoriale Domus fotografa i luoghi visitati da Mozart durante il suo viaggio in Italia.

1992 Espone, con i fratelli Maria e Mario, alla galleria il Diaframma di Milano. E’ docente di fotografia per cinque anni presso l’Istituto Superiore di Architettura e Design di Milano

1995 Partecipa al V International Photomeeting di San Marino in qualità di Maestra del ritratto

1996 Con i fratelli Maria e Mario espone al Palazzo Albertini a Pozzolengo ritratti di attori del cinema e del teatro. In occasione del Centenario del Cinema realizza con il critico cinematografico Ugo Casiraghi presso lo Spazio Guicciardini a Milano la mostra Cinemacento, un secolo di cinema maledetto

1999 A Castellaro Lagusello espone una selezione di 110 immagini in bianco e nero e colore raccolte in 25 anni nei colli morenici dell’Alto mantovano

2000 presenta poi a Sordevolo (Biella) e alla villa di Luchino Visconti “La colombaia” a Ischia

2000 espone alla Galleria Duomo di Verona la mostra di ritratti “In punta di penna”

2001 espone al Museo di Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti una sua restrospettiva nello stesso anno a Sordevolo (Biella) realizza per l’Assessorato alla cultura la cartella “Biella e dintorni Architettura da capogiro”

2002/2004 per l’Associazione Lyons realizza le cartelle di foto “Colli storici-Uomini e luoghi” e

“Le torri della memoria”

2004 espone a Castellaro Lagusello “Artisti in strada”

2005 espone una mostra antologica di ritratti alle Scuderie di Palazzo Gonzaga di Volta Mantovana