- SCENEGGIATURA: Felice Laudadio
- SCENOGRAFIA: Antonello Geleng
- FOTOGRAFIA: Marco Sperduti
- MONTAGGIO: Nino Baragli, Ugo De Rossi
- MUSICHE: Ennio Morricone
- INTERPRETI: Carla Gravina, Jacques Perrin, Giuliano Montaldo,, Paolo Graziosi, Ottavia Piccolo, Alida Valli, Agnese Nano, Ivano Marescotti, Antonella Attili
- PRODUZIONE: Felice Laudadio per Evento Spettacolo Union P.N. (ROMA) – K.G. Productions (PARIGI) – Bioskop Film (MONACO)
- DISTRIBUZIONE: UIP – POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT VIDEO
- PAESE DI PRODUZIONE: Italia, Germania, Francia
- ANNO: 1993
- DURATA: 90 minuti
SINOSSI
Una storia di ordinaria paura ambientata – in un futuro più o meno prossimo – in una qualunque città italiana, Roma per esempio, epicentro simbolico, e non solo, della collusione fra poteri politici e poteri criminali. Qui vivono Carla Aldrovandi, una ginecologa, e suo marito Marco Canova, magistrato “in prima linea”. L’esistenza di Carla è dominata e condizionata dal terrore, aggravato da frequenti minacce, che il giudice – impegnato in una complessa indagine sulla Cooperazione allo sviluppo e su un sofisticato traffico d’armi scaturita da una precedente inchiesta sulle tangenti – possa essere assassinato da un momento all’altro. Cosa che puntualmente si verificherà e che spingerà Carla, dopo i primi terribili momenti di dolorosa prostrazione, a reagire e a non arrendersi, nel tentativo di giungere alla verità e di spezzare insieme ad altre donne nella sua stessa condizione il muro del silenzio, del “lungo silenzio” del quale da sempre si sono giovati e ancora si giovano i mandanti e gli esecutori dei tanti fatti e misfatti che insanguinano e abbrutiscono questo straordinario e disgraziato Paese.
CURIOSITA’
Le musiche del film sono state scritte da Ennio Morricone, del quale la regista ha detto “Mi ricordo che quando abbiamo fatto le registrazioni della musica a Sofia in questi tre giorni insieme lui aveva scritto la musica che non avevo ancora sentito nella versione orchestrale. Erano “troppo” belle, erano come per un film di Leone ed io gli ho detto: “Guarda Ennio qui è venuto un po’ troppo patetico”. Lui mi ha semplicemente detto “Va bene” poi è andato dentro e ha cominciato ad indicare alcuni musicisti: “Tu non suoni”, “Tu devi attaccare dopo”… in due minuti ha modificato la partitura. È diventato tutto perfetto e questo mi ha molto impressionato: con una tremenda rapidità ha cambiato completamente il respiro della musica, non ha dovuto riflettere tanto per farlo. L’ha fatto.”