
- REGIA: GIORGIO DIRITTI
- SCENEGGIATURA: GIORGIO DIRITTI, FREDO VALLA, TANIA PEDRONI
- FOTOGRAFIA: ROBERTO CIMATTI
- MONTAGGIO: ESMERALDA CALABRIA
- MUSICHE: MARCO BISCARINI, DANIELE FURLATI
- INTERPRETI: JASMINE TRINCA, ANNE ALVARO, PIA ENGLEBERTH, CHIARA COLLER, SONIAGESSNER, AMANDA FONSECA GALVAO, PAULO DE SOUZA
- PRODUZIONE: ARANCIAFILM, LUMIÈRE & CO., GROUPE DEUX, WILD BUNCH, RAI CINEMA
- DISTRIBUZIONE: BIM DISTRIBUZIONE
- PAESE DI PRODUZIONE: ITALIA
- ANNO:2013
- DURATA: 110 MINUTI
SINOSSI
Dolorose vicende familiari spingono Augusta, una giovane donna italiana, a mettere in discussione le certezze su cui aveva costruito la sua esistenza. Su una piccola barca e nell’immensità della natura amazzonica inizia il suo viaggio accompagnando Suor Franca, un’amica della madre, nella sua missione presso i villaggi indios. Lasciata Franca, Augusta si cala nella realtà delle favelas di Manaus: qui nell’incontro con la gente semplice del luogo torna a percepire la forza atavica dell’istinto di vita, intraprendendo il “suo” viaggio fino ad isolarsi nella foresta, accogliendo il dolore e riscoprendo l’amore, nel corpo e nell’anima. In una dimensione in cui la natura assume un senso profetico, Augusta affronta l’avventura della ricerca di se stessa, incarnando la questione universale del senso dell’esistenza umana.
PREMI E RICONOSCIMENTI
Ha ottenuto 4 candidature ai Nastri d’argento 2013 per: Miglior produttore, Miglior attrice protagonista, Miglior fotografia e Miglior sonoro in presa diretta
CURIOSITA’
Anni fa ho realizzato alcuni servizi televisivi e un documentario in Amazzonia. L’esperienza è stata molto coinvolgente: per la spettacolare bellezza della natura, per il dilatarsi di tempi, per la semplicità e la gentilezza delle popolazioni, in uno scenario che naturalmente porta a percepire la forza primordiale della vita, a interrogarsi sul ruolo dell’uomo e a indagare il senso di un “oltre” l’esistenza stessa, pervasi da qualcosa che è “altro”, trascendente, tanto presente quanto impalpabile. Nell’occasione di quel viaggio, sono stati molti gli incontri con europei che hanno deciso di vivere la loro esistenza in quel territorio. Tra le tante figure mi incuriosì sentire citare sovente dai miei interlocutori la figura di un missionario italiano, Augusto Gianola […] In quell’ambiente dove si dilatano i tempi, dove la natura richiama forte il senso di precarietà della condizione umana rispetto alla vastità dell’universo, il pensiero sul chi siamo, da dove veniamo e cosa facciamo sulla terra, diventa naturalmente parte del quotidiano. Mi interessava indagare anche quell’ambito in cui la storia di una singola persona ‐ nel momento in cui affronta una crisi intima ‐ può in realtà diventare un’occasione di messa in discussione e di ricerca, seppur dolorosa, per una nuova possibilità di vita, più affine, che le assomiglia di più, dunque più autentica. E in questo senso, la storia di uno è in realtà la vicenda umana di tutti, universale”.
